“LA CRISI, LE MIGRAZIONI, IL RAZZISMO: LA RISPOSTA DEL LAVORO OLTRE LE PAURE”. Convegno Filcams CGIL al Fabric, venerdì 13 ore 15.30

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INIZIATIVA FILCAMS 13LUGLIO2018 “Prima di condannare il più fragile e il migrante, dovremmo interrogarci sul perché le condizioni strutturali della nostra economia inducono molte aziende ad offrire un lavoro poco specializzato e qualificato, oltre che poco retribuito, in molti casi vicino allo sfruttamento”: è questa la grande questione su cui si interrogheranno gli ospiti del convegno organizzato dalla Filcams CGIL di Bergamo, organizzato per venerdì 13 alle 15.30 al Fabric, negli spazi della ex Reggiani di via Giulio Cesare 33 a Bergamo.
All’incontro, intitolato “La crisi, le migrazioni, il razzismo: la risposta del lavoro oltre le paure”, parteciperanno Elly Schlein, europarlamentare; Sergio Gandi, vicesindaco di Bergamo; Omar Piazza, vicepresidente Confcooperative; Mario Colleoni, segretario generale Filcams CGIL Bergamo. Modererà il giornalista RAI Sergio Carrara.
Spiega il segretario Filcams CGIL di Bergamo, Mario Colleoni: “Con autorevoli interlocutori ragioneremo su quale ruolo debbano avere i singoli Paesi in merito alla gestione delle politiche di accoglienza, proveremo anche a sfatare alcuni miti e a capire come i migranti generino spesso per le economie e per sistemi previdenziali, in particolar modo del nostro Paese, dei benefici. Il nostro modello economico spesso genera una competizione tra italiani e stranieri concentrata solo in alcuni settori, definiti poveri, e questo è probabilmente ancora più pericoloso. Nel campo dei lavori mediamente poco specializzati, quali la ristorazione, la logistica, l’agricoltura, l’area colf e badanti e le pulizie, capita che il più fragile e malleabile spesso è preferito dai datori di lavoro. Certo è banale ricordarlo, ma questo non dovrebbe essere un problema del più debole, ma semmai di chi riduce il campo delle opportunità e attua politiche dedite a ridurre salari e diritti sociali. Mentre in questa fase storica, troppo spesso, anche i più fragili aderiscono alla guerra fra poveri”.