FILCAMS IN FABRIC, "DECRETO SALVAITALIA" E "THE NEW ORDER". Due incontri pubblici per discutere di diritti e nuove tecnologie nel terziario. Oggi dalle 14.30 al Fabric (ex Reggiani)

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INIZIATIVA FILCAMS 14LUGLIO2018 Lavoro domenicale e festivo, nuove tecnologie e rischio esclusione: saranno questi i temi toccati dai due dibatti organizzati dalla Filcams CGIL di Bergamo per oggi allo spazio estivo Fabric (ex Reggiani) in viale Giulio Cesare 33 a Bergamo.
Alle 14.30 il primo appuntamento, in cui i delegati dei lavoratori intervisteranno la segretaria generale Filcams CGIL Lombardia Antonella Protopapa sul decrerto Salvaitalia e in particolare sul lavoro domenicale e festivo. Alle 15.30 un secondo dibattito dal titolo “The new order; tecnologia e inclusione nel terziario”. Intervengono Antonella Protopapa, segretaria generale Filcams CGIL Lombardia; Gianni Peracchi, segretario generale CGIL Bergamo; Ida Regalia, sociologa; Mario Colleoni segretario generale Filcams CGIL Bergamo; Oscar Fusini, direttore Confcommercio.
“La quarta rivoluzione industriale – spiega Mario Colleoni - è sicuramente dominata da una forte innovazione tecnologica che sembrerebbe avere due caratteristiche principali: la possibilità di sostituzione del lavoro fisico e in molti casi intellettuale. Questo processo sta creando un grosso dibattito intorno al tema, che vede, tra le possibilità, il fatto che i robot, soprattutto nei paesi con lavori a bassa intensità potrebbero "rubare" più posti di lavoro di quelli che potranno creare. La vera rivoluzione globale reale sarà molto probabilmente quella che toccherà i servizi e non solo il manifatturiero, l'impatto dell'intelligenza artificiale, oggi relativo, condizionerà notevolmente nei prossimi anni il mercato del lavoro. Oggi, più di ieri e' quindi vitale, interrogarsi e definire con serietà e lungimiranza, delle politiche economiche funzionali a creare più lavoro di qualità e a redistribuire, con modelli non necessariamente uguali agli attuali, il lavoro che si creerà, mantenendo però la centralità dello stesso per la persona e la società.
Crediamo che la politica debba porre maggiore attenzione rispetto a chi è proprietario di tecnologie nell'attuale società, i proprietari delle stesse vedono costantemente crescere la loro quota di potere, in una fase in cui la quota di lavoro decresce. La tecnologia insomma va governata perché non è neutra e tantomeno solidale”.