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COMMERCIO E SERVIZI: PER LA VERA LIBERTÀ SERVE OCCUPAZIONE DI VALORE.

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“Nel commercio come nel turismo, nelle mense e nei servizi, laddove cresce, l’occupazione è soprattutto poco qualificata e generatrice di lavoro povero, con limitate prospettive di crescita professionale”. È la riflessione-denuncia fatta dal segretario generale della FILCAMS-CGIL di Bergamo, Mario Colleoni.
Il sindacalista rileva come, negli ultimi anni si sia affermato “un nuovo genere di disoccupati, non privo di lavoro, ma con un reddito sempre meno sufficiente ad affrontare le spese quotidiane. Così, in maniera sempre più diffusa viene eroso, laddove c’è, il patrimonio famigliare per rispondere a bisogni primari. Oppure si fa ricorso a finanziamenti”.
“Ben più del 60% delle lavoratrici e dei lavoratori che operano in questi settori hanno retribuzioni basse, che spesso risultano essere inferiori ai 7,5 euro l’ora. Va evidenziato poi come anche in Lombardia così come nella nostra provincia l’aumento dell'occupazione femminile sia andato di pari passo con quello dei part time involontari. Dati oggettivi che devono farci riflettere rispetto al senso del lavoro e alla dimensione delle libertà effettivamente esercitabili in una società che probabilmente deve rivedere in modo sostanziale i propri modelli. Le politiche del lavoro degli ultimi decenni hanno indubbiamente giocato un ruolo decisivo nel processo di progressivo impoverimento dei lavoratori. Tirocini, voucher, la gestione delle politiche di alternanza scuola-lavoro figlie di scelte pubbliche hanno portato milioni di persone a svolgere continui ‘lavoretti’ in attesa di un lavoro ‘vero’ che però non arriva mai”.
Altra questione più volte messa in risalto dalla FILCAMS-CGIL, è quella della frammentazione dell'orario di lavoro, che non permette di gestire le situazioni personali o famigliari: “Nella grande distribuzione gli orari cambiano spesso da un giorno all’altro, il che rende estremamente difficile la gestione della quotidianità”.
Colleoni intravede “un’occupazione sempre più polarizzata, tra fasce alte e basse. Lo sviluppo e la crescita del benessere non può che realizzarsi attraverso la ricerca di un’occupazione di qualità. Per questa ragione, proponiamo alle forze produttive del territorio un Patto per il Lavoro di Qualità nel commercio e nel turismo. L’inedita centralità del settore terziario e turistico a Bergamo dell’ultimo decennio richiede che si affronti il problema del lavoro povero. Serve aprire una seria discussione fra sindacati, associazioni d’impresa, Università e istituzioni pubbliche, al fine di intervenire sulla qualità dell’occupazione e lavorare per una più equa redistribuzione della ricchezza. L’obiettivo comune” conclude Colleoni, “deve essere quello di promuovere e rimettere al centro il lavoro di qualità, quale valore centrale per la crescita della persona e di una società”.