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VIGILANZA PRIVATA: PROCLAMATO IL BLOCCO DEGLI STRAORDINARI DAL 28 DICEMBRE AL 7 GENNAIO

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VIGILANZASono passati ormai più di 40 mesi ma le trattative per il rinnovo del Contratto nazionale della vigilanza privata e dei servizi fiduciari restano in stallo.

La maggioranza dei 70 mila addetti del comparto, dei quali oltre un migliaio nella sola provincia di Bergamo, ha partecipato in questi anni in modo deciso a numerose iniziative di mobilitazione organizzate da FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL e UILTUCS-UIL. Le proteste non sono bastate e per questo i sindacati hanno proclamato il blocco degli straordinari a partire dal 28 dicembre al 7 gennaio (non sarà coinvolto l'aeroporto di Orio al Serio a causa di quanto previsto dalla legge 146).
Nonostante i numerosi tentativi di riavviare la trattativa, al momento non sono in corso negoziati in un settore che agisce prevalentemente in regime d’appalto e per questo esposto costantemente a dumping contrattuale.
“È necessario tenere alta l’attenzione su una vicenda che sta portando colpevolmente troppi soggetti a dimenticarsi delle difficili condizioni di migliaia di lavoratori che ogni giorno proteggono la nostra incolumità e quella di numerosi beni” affermano Mauro Rossi della FILCAMS-CGIL, Eleonora Capelli della FISASCAT-CISL e Sandro Dalle Fusine della UILTUCS-UIL di Bergamo. “Troppo spesso molte associazioni imprenditoriali ricercano il guadagno nel risparmio su salari e tutele a discapito della condizione delle persone e a prescindere dalla sicurezza garantita per lavoratori e cittadini. Questo è inammissibile ed è giunta l’ora che il ministero del Lavoro e il ministero dell’Interno prendano una posizione chiara ristabilendo regole certe, vigilando anche sul loro rispetto, perché le norme attuali in troppe occasioni vengono eluse o non rispettate".
Ai due dicasteri sono state inviate nel mese scorso le numerose firme raccolte da lavoratori e lavoratrici del settore per chiedere un intervento diretto a supporto dell'intricata vicenda del rinnovo del Contratto nazionale e rispetto ad altre problematiche del settore.
“I lavoratori vogliono sicurezze e diritti", concludono i sindacalisti. "Il rinnovo non è più procrastinabile, per questo lo stato di agitazione riprende".